Alimata in Verticale, il Fiano di Avellino con il sole dentro

A San Michele Serino si festeggiano 30 Anni di crescita e successi di Villa Raiano

Trent’anni sono un traguardo da festeggiare. Possono sembrare pochi se si pensa al mondo del vino con tradizioni secolari eppure per l’Irpinia sono davvero tanti.

Era il 1996 quando Sabino Basso con Simone Basso ed il cognato Paolo fondano Villa Raiano e danno origine a qualcosa di grande in Irpinia.

Questi sono anni di fermento in cui si consolidano le prime 20 aziende irpine sulle attuali 200.

Salvatore Molettieri a Montemarano, Benito Ferrara a Tufo, Antonio Caggiano a Taurasi, tra questi nomi ormai solidi e riconosciuti cresceva e si affermava una nuova azienda : Villa Raiano.

Un moto perpetuo di idee, tesi e controtesi, sviluppo, organizzazione, riflessioni e analisi, decisioni e azione. Una vitalità rara nel mondo vitivinicolo tutto in soli 30 anni. Si festeggia a testa alta con orgoglio e convinzione.

Per Villa Raiano i primi anni furono quasi hobbistici, si vinificava e imbottigliava nei vecchi opifici dell’oleificio di famiglia, in frazione Raiano del comune di Serino (AV) vendendo localmente il vino.

Questa visione, dopo poco, inizia però a stare stretta alla famiglia Basso ed ecco il primo incrocio di vite che cambia il destino aziendale; l’incontro professionale è con Luigi Moio (rapporto di amicizia nato con Sabino tanti anni prima tra i banchi dell’Istituto Agrario Francesco De Sanctis di Avellino) enologo di Villa Raiano dal 1999 al 2008, tornato da pochi anni in Campania dopo gli studi in Francia.

I successi di vendite sono immediati e si resta con questo schema fino al 2008 quando la famiglia Basso decide di investire ulteriori risorse in Villa Raiano con l’obbiettivo di diventare una delle aziende di riferimento nel panorama campano e oltre.

Dal 2008 l’azienda continua a strutturarsi con ulteriori cambiamenti:

1) si cominciano ad impiantare nuove vigne nei migliori territori delle tre denominazioni irpine per seguire direttamente, fin dalla coltivazione delle uve, tutte le fasi produttive.

2) la direzione tecnica enologica e agronomica viene affidata al Dr. Fortunato Sebastiano (Classe 1975 Irpino di nascita precisamente di Ariano Irpino. Dopo gli studi di enologia presso l’università di Pisa tornato in Irpinia per esercitare la propria professione).

3) si inizia la costruzione della nuova cantina sulla cima di una collina nel territorio del comune di San Michele di Serino (AV).

L’inaugurazione della nuova cantina avviene nel 2009, una perla nel territorio dove è stato possibile scrivere nuove storie ed alzare ulteriormente il livello qualitativo dei vini.

Eventi in cantina e Nuove generazioni

Due step importanti avvengono nel 2015 e nel 2018. Rispettivamente nel 2015 nascono i primi eventi in cantina con ristorazione di alto livello affidata a Raffaele Vitale (scomparso purtroppo nel 2024).

Raffaele persona di enorme cultura, professionalità e abilità. Mentore di tanti ristoratori campani. Diverse Stelle Michelin in diversi ristoranti portano la sua firma. Oggi sostituito da Chef Claudio Marcelo Ruiz, suo allievo.

Anche qui il centro del discorso è stata la qualità: il cibo servito a Villa Raiano deve essere di altissima qualità partendo dalle grandi materie prime territoriali (olio, carne, verdure, frutta, ecc.).

L’inizio di questa nuova avventura porta soprattutto una perenne ventata di positività in azienda con il passaggio di tante persone che ne apprezzano soprattutto l’unione tra le diverse anime con al centro il territorio.

Nel 2018 arriva in azienda la nuova generazione. Federico e Fabrizio figli di Sabino Basso e Brunella figlia di Simone Basso tornati a casa dopo studi in Università importanti per affrontare la sfida più grande : raccogliere il testimone e riempire il serbatoio con nuovo carburante.

In primis cambia l’immagine aziendale per Federico Basso “le etichette devono raccontare dove sono coltivate le uve”, una cartina geografica dove trovare un luogo preciso”.

Alimata, prima e dopo.

Nasce così tutta la nuova immagine aziendale basata sulla rappresentazione stilizzata della valle del fiume Sabato che si ammira per intero, da dove il fiume nasce a dove il fiume lascia la provincia di Avellino, affacciandosi dalla terrazza della cantina.

Come logo si punta sull’animale guida del popolo irpino, e cioè, il Lupo. Questa nuova era si concentra anche su nuovi investimenti in vigneti che fa arrivare il parco vigne agli attuali 30 ettari coltivati tutti seguendo i metodi dell’agricoltura biologica. Inoltre nel 2024 viene inaugurata la nuova cantina di lavorazione e affinamento interamente interrata e perfettamente integrata con il territorio circostante.

I Vigneti ed i Vini

Villa Raiano coltiva 30 ettari di vigneti, tutti di proprietà, condotti seguendo i metodi biologici, certificati dal 2011, in tutte le denominazioni di origine della provincia di Avellino. “All’interno di esse abbiamo cercato vigne che ci potessero dare risultati qualitativamente alti ma molto diversi tra di loro. Crediamo, infatti, che la vera forza di questa terra (l’Irpinia) sia la “differenza” ed è questa caratteristica che cerchiamo di esaltare nelle nostre produzioni”. Così Federico Basso, racconta la filosofia aziendale in poche parole.

Il Greco è coltivato su 7 ettari nel comune di Altavilla Irpina, nella parte alta della frazione Ponte dei Santi, impianti nel 2005 a 550 metri sul livello del mare. Due ettari sono coltivati nel comune di Montefusco su suoli sabbiosi poggiati su marne tufacee.

Il Fiano è coltivato per tre ettari nel comune di Montefredane, posizionati in Contrada Alimata con esposizione est a 350 metri sul livello del mare. L’impianto risale al 1995 e risiede su terreni argillosi molto tenaci. Quattro ettari sono coltivati nel comune di San Michele di Serino in Contrada Bosco Satrano. questo impianto circonda la cantina costruita nel 2009. Altri due ettari di Fiano sono coltivati a Lapio un ettaro in Contrada Arianiello, con esposizione a Nord-Est, condotto a guyot su terreni di medio impasto di argilla e ceneri vulcaniche; un ettaro in contrada Campore, con esposizione a Sud, anche esso condotto a guyot.

Vigneti di Aglianico

Infine per l’Aglianico nove ettari, in un unico corpo, impiantati nel 2004, sono coltivati nel comune di Castelfranci, in contrada Baiano, a 550 metri slm. con un’esposizione Sud-Est, condotti a guyot, con un sesto di impianto di 4500 piante ad ettaro su un terreno argilloso e calcareo con buona presenza di ceneri vulcaniche e scheletro.

Un ettaro, nella zona più bassa della contrada Baiano del comune di Castelfranci, condotto a Pergola Avellinese (Starseta), di circa 55 annic on sesto di impianto di 2500 piante per ettaro.

Degustazione in Verticale di Alimata : dal 2009 al 2024

Il 1 Luglio 2026 in ufficio in Valdarno ho degustato una verticale di Fiano di Avellino Alimata. La vigna da cui si produce Alimata si trova nel comune di Montefredane a 350 metri sul livello del mare. L’esposizione est ed il sesto di impianto messo a dimora nel 1995 producono uve ricche di sostanze polifenoliche che regalano grandi emozioni in vinificazione.

Alimata in verticale : dal 2009 al 2024.

I terreni argillosi dove risiede la vigna sono tenaci ed hanno una buona ritenzione idrica che può essere utilizzata all’occorrenza durante i periodi di siccità prolungati.

L’irpinia resta comunque ad oggi una delle regioni vitivinicole d’Italia più ricche d’acqua che ha addirittura beneficiato in parte del cambiamento climatico degli ultimi anni.

Accompagnato nel percorso da Raffaele del Franco, direttore marketing di Villa Raiano, in azienda dal 2009, abbiamo degustato dall’annata più vecchia fino a quella più giovane, l’ultima annata in commercio: l’annata 2024.

Ogni vino degustato mi ha colpito per personalità e ricchezza di sfumature, è stato davvero difficile scegliere delle preferenze sulla verticale in quanto ogni millesimo proposto aveva una propria anima ed un carattere tutto da raccontare.

L’annata 2009 con cui è iniziato il tasting è stata una delle espressioni più ricche e marcate. Decisamente mediterranea mostrava i segni del tempo perfettamente composti con accenni a zafferano, grafite e coriandolo. Bella la dinamica di beva per un vino strutturato e potente, figlio di un’ enologia passata ma senz’altro eseguita correttamente.

L’annata 2010 di Alimata, decisamente tra le preferite, coniuga freschezza, dinamica di beva, brillantezza e solida distensione. Si arricchisce con note esotiche di mango, papaya e mandarini misti, aveva ancora una succosa lunghezza e verticalità.

Le annate 2014,2015,2016 bellissime in modo diverso. L’annata 2014 elegante, composta e godibile senza fronzoli. Piace per concretezza e non molla nulla dopo più di 10 anni di bottiglia. Qui è sottile ma percepibile il cambio di passo rispetto all’enologia precedente.

L’annata 2015 ha una bella verve, si anima con toni floreali e fruttati e mostra un sorso appagante decisamente godurioso. C’è materia ben interpretata.

L’annata 2016 compressa in assaggio mostrava tante sfumature nobili che avranno bisogno di maggior tempo in bottiglia per esaltarsi. Più difficile da leggere al momento siamo sicuri che potrà dire molto di più nei prossimi 3/4 anni.

Le annata 2018 e 2019 hanno raggiunto livelli qualitativi altissimi e tenuto alto il blasone di Alimata.

L’appezzamento di Montefredane si conferma un vigneto purosangue che ben digerisce l’alternanza e la differenza dei millesimi.

In ultima l’annata 2024 degustata in chiusura, in commercio attualmente, risulta essere un vino sottile, armonico e ben bilanciato.

È stato impressionante risalire le annate in questa degustazione verticale che ha creato un’immagine sensoriale e degustativa ricca ed emozionante che resta ben impressa nella memoria.

Se c’è una cosa che ho imparato da questa esperienza è che il Fiano di Avellino ha veramente bisogno di tempo in bottiglia per diventare più interessante. Molte volte questo tempo non gli viene concesso e lo si apprezza a metà. Inizialmente ricco in esteri di fermentazione se pulito e ben vinificato si arricchisce anno dopo anno di note intriganti, concretizzando in modo sapiente la ricchezza del terroir da cui proviene.

Il Fiano di Avellino ha un potenziale evolutivo importante. Si esalta nel tempo, cresce, muta, restando sempre fedele a se stesso. Resta preciso e succoso, dinamico e decisamente coinvolgente in abbinamento a piatti anche strutturati. Sa colpire sin da subito con il suo piglio dolce e gentile ma sa farsi apprezzare con il tempo.

Il Fiano di Avellino è un vino poliedrico, complesso, mutevole nelle diverse interpretazioni. Ha uno stampo diverso a seconda di Contrade, esposizioni, sesti di impianti ed età delle vigne.

Difficilmente ho assistito ad una degustazione di un vino bianco così performante in grado di lasciare il segno su 14 diverse etichette. Con quasi 18 anni sulle spalle possiamo affermare che il 2009 così come in modo sorprendente il 2010 (ancora più vivo ed entusiasmante) sono vini vivi e divertenti che meritano la giusta attenzione ed il giusto spazio nelle carte di vino di ristoranti importanti.

Alimata conferma con decisione la cifra stilistica elegante e si candida ad essere sempre più un vino da collezione e da apprezzamento nel tempo.

Di seguito i commenti ed i punteggi di tutti i vini degustati :


Vini Bianchi

Produttore Denominazione Vino Annata Score Tipo
Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2021 96 Bianco

Leggermente riduttivo e dai toni rustici nel profilo sensoriale mostra note di fiori bianchi misti, pietra sbriciolata, gesso, noci sgusciate, mandarini verdi, bergamotto e litchi. Corpo pieno, estremamente aggraziato e nobile nel sorso coniuga equilibrio, personalità, godibilità e grande leggiadria. Bellissima espressione.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2010 95 Bianco

Preciso e terso nel profilo sensoriale mostra note di pesche gialle, mango, papaya, elicriso, mandarini misti, bergamotto e litchi. Grande grazie e personalità animano il sorso con gentilezza ed armonia. La struttura è finissima, la qualità notevole, il momento di assaggio perfetto. Un vino che merita di entrare di diritto tra i grandi assaggi di Fiano di Avellino. Bevi ora.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2014 95 Bianco

Pulito ed estremamente giovane al naso mostra note di petali di rosa, mandorle amare, glicine in fiore, sambuco e tiglio selvatico. Corpo pieno, struttura densa ed estremamente composto e masticabile ed un finale nobile da purosangue di razza. Bevi ora o invecchia.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2015 95 Bianco

Tanta energia nel calice si mostra con note di biancospino, gelsomino, sedano spezzato e maggiorana. Tante sfumature di glicine, magnolie e gardenie compongono i l profilo secondaria. Corpo medio-pieno, struttura sapida e slanciata ed un finale di grande prestigio e purismo. Meglio dal 2027.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2016 95 Bianco

Gesso sbriciolato, timo selvatico, alloro, mandarini misti, biancospino, nepetella e camomilla descrivono il profilo sensoriale principale. Corpo medio-pieno, struttura fresca e vibrante con acidità pronunciata ed un finale di grande persistenza ed allungo. Meglio dal 2030.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2018 95 Bianco

Un mix edonistico accattivante mostra note di frutta a polpa bianca che ricorda le mele, le pere ben fuse a sfumature di alloro, camomilla, timo selvatico e pietra sbriciolata. Corpo medio, struttura equilibrata e decisamente godibile ed un finale di grande leggiadria ed equilibrio gustativo. Bellissimo.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2019 95 Bianco

Un infuso elegante e regale di camomilla, timo selvatico, citronella, ribes bianco, menta piperita, sandalo, incenso ed acacia appassita animano la scena secondaria. Corpo pieno, struttura densa ed avvolgente mostra carattere e spinta ed un finale di notevole tensione che ben coniuga volume, progressione ed allungo. Bevi ora o invecchia.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2011 94 Bianco

Delicato e suadente nel profilo sensoriale mostra note di biancospino, gelsomino, acacia, buccia di limone, zenzero e timo selvatico. Un naso freschissimo alterna bergamotto, salvia ed alloro in sottofondo. Lineare e di grande fascino mostra un palato finissimo, una dinamica di beva divertente ed una grazia di pochi eletti. Splendido adesso.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2013 94 Bianco

La potenza e la grandezza dell’annata è ben presente nel calice. Le note di susine, fiori gialli misti e maggiorana ben si fondono a nepetella, alloro, pietra sbriciolata e ferro battuto. Corpo pieno, struttura potente e di ottima freschezza e distensione ed un finale luminoso ed accattivante. Bevi ora o invecchia.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2017 94 Bianco

Maturo ed appagante nel profilo sensoriale mostra note di sedano, foglie di fico, mandarini verdi, timo selvatico, nepetella e mandorle tritate. Tante sfumature di sambuco e gardenie animano la scena secondaria. Corpo pieno, aggraziato e decisamente nobile nel sorso mostra grazia, dolcezza e notevole allungo. Bevi ora.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2022 94 Bianco

Tanto frutto al naso mostra note di mele, pere, albicocche, biancospino, gelsomino, glicine, nepetella e menta piperita. Tante sfumature accattivante descrivono la scena secondaria. Corpo pieno, gioioso e gustoso nel sorso chiude avvolgente e di notevole cremosità.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2024 94 Bianco

Esteri di fermentazione nel profilo sensoriale ricordano note di mele, pere, fiori di sambuco, biancospino, gardenie, nepetella e gesso sbriciolato. Corpo medio, struttura composta e dinamica ed un finale vivo, sapido e croccante. Bellissimo. Meglio dal 2029.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2009 93 Bianco

Caramello salato, fiori misti di arancio e gelsomino, timo, maggiorana, pesche gialle, zafferano, polvere da sparo e grafite. Tante sfumature di coriandolo e nepetella descrivono la scena secondaria. Corpo pieno, dolce ed avvolgente nel sorso chiude con armonia e grande progressione. È un vino masticabile, decisamente iconico per precisione d’esecuzione e classicismo.

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2012 92 Bianco

Solido e spaziato mostra note di pesche gialle, mango, pepe rosa, papaya, fiori di elicriso, sambuco appassito e mandorle amare. Corpo pieno, dolce ed avvolgente nel sorso mostra piacevolezza ed armonia. Bevi ora.

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