CLASSESE, il NUOVO INIZIO dell’OLTREPÒ PAVESE

di Monica Marcandelli

L’Oltrepò ha fatto una cosa fondamentale: ha scelto una direzione”.

Queste parole fendono l’aria del Teatro Garavani di Voghera, durante la cerimonia di presentazione dell’edizione 2026 di OLTREPÒ TERRA di PINOT NERO, come una freccia scagliata verso il bersaglio senza alcuna esitazione. A pronunciarle è Francesca Seralvo, Presidente in carica del Consorzio di Tutela delle sei DOC, più una DOCG, prodotte nell’areale dell’Oltrepò Pavese. Impegnata, assieme a tutti i consorziati, e con il supporto del Direttore, Riccardo Binda, in un progetto finalizzato a “fare in modo che l’Oltrepò sia riconosciuto per quello che è: uno dei grandi territori vitivinicoli d’Italia”.  

La strada scelta per la “valorizzazione e promozione” del territorio vede come protagoniste le bollicine del Metodo Classico Oltrepò Pavese DOCG, per le quali è stato definito un nuovo disciplinare. “Con le regole qualitative più ferree d’Italia”, sottolinea la Presidente Seralvo. Prodotte con uve da vigneti posizionati esclusivamente su pendici collinari, raccolte manualmente in cassetta. Con minimo l’85% di Pinot Nero e lo Chardonnay, il Pinot Bianco, il Pinot Meunier a coprire l’eventuale 15% a complemento. Una permanenza minima sui lieviti per la presa di spuma di 24 mesi per il Sans Année, 36 mesi per il Millesimato, 48 mesi per la Riserva. Un’acidità non inferiore a 6 grammi al litro. “Il valore più elevato in Italia per un Metodo Classico”, evidenzia il Direttore Binda. Un affinamento minimo in bottiglia di 60 giorni dopo la sboccatura ai fini dell’immissione sul mercato.

Bollicine battezzate con una specifica menzione: CLASSESE.

Crasi tra CLASSico e PavESE coniata nel 1984 da un gruppo ristretto di produttori accomunati dalla volontà di mettere in risalto in maniera immediata, fin dal nome indicato sulle etichette delle bottiglie destinate a contenere i loro vini, il legame esistente tra il Metodo Classico a base di Pinot Nero e l’Oltrepò. Un legame reso indissolubile da 160 anni di storia in comune. Fin dalla produzione – nel 1865 – del primo blanc de noir oltrepadano. Da parte del Conte Augusto Giorgi di Vistarino, con le uve allevate nella tenuta di Rocca de’ Giorgi, in Valle Scuropasso.

La Presidente del CONSORZIO CLASSESE OLTREPÒ PAVESE, Francesca Seralvo, e il Direttore del Consorzio, Riccardo Binda, durante la presentazione di OLTREPÒ TERRA di PINOT NERO 2026, tenutasi al Teatro Garavani di Voghera.

Una visione oggi condivisa dalla maggioranza degli associati al CONSORZIO CLASSESE OLTREPÒ PAVESE, responsabile della Tutela, Promozione, Protezione e Gestione della DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico, e delle DOC Oltrepò Pavese Pinot Nero, Oltrepò Pavese, Oltrepò Pavese Pinot Grigio, Buttafuoco, Bonarda, Sangue di Giuda.

Regolato da un nuovo Statuto, in vigore dal 20 febbraio 2025.

Sempre dal 2025, dotato di un nuovo marchio e di un’immagine coordinata comune, utili a sottolineare l’appartenenza dei consorziati alla stessa unica squadra.

Formalizzata anche una mappa geoviticola da Alessandro Masnaghetti. Strumento utile a favorire la conoscenza del territorio e la sua divulgazione. Pensata per mettere in evidenza le vigne destinate alla produzione del CLASSESE e dedicate per minimo il 70% della loro estensione al Pinot Nero. All’incirca 3.200 ettari, su un totale di 11.500 ettari di superficie vitata rivendicati nell’areale, costituito dal territorio di 40 comuni, ricompresi del tutto o in parte nella denominazione. Distribuiti nelle quattro MENZIONI GEOGRAFICHE AGGIUNTIVE previste dal nuovo disciplinare del Metodo Classico Oltrepò Pavese DOCG. Da est a ovest: Valle Versa, Valle Scuropasso, Valle Coppa, Valle Staffora.

Un nuovo inizio

Un vero e proprio “nuovo inizio”, decretato dalla presenza di 32 cantine a un banco d’assaggio allestito presso l’Istituto Tecnico Agrario “Carlo Gallini”. Il 7 Settembre 2026, durante la giornata dedicata a OLTREPÒ TERRA di PINOT NERO.

Ricco di oltre 100 vini, tra i quali 56 Metodo Classico, proposti in degustazione ai rappresentanti della stampa con etichetta coperta.

43 Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero, generalmente connotati da un’equilibrata coerenza, da una buona freschezza, da un’indole dolce, da una gradevole bevibilità. E 13 Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero ROSÉ, accomunati da un’apprezzabile, decisa presenza, da una percepibile e intrigante componente geologica, da una straordinaria sapidità.

Il banco d’assaggio di OLTREPÒ TERRA di PINOT NERO 2026, allestito presso l’Istituto Tecnico Agrario “Carlo Gallini” di Voghera.

I Migliori assaggi di WinesCritic.com

Tra tutti, particolarmente distintivi:

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Pas Dosé “TOP ZERO CLASSESE” Sans Année di GIORGI, per la ferma, essenziale, equilibrata coerenza tra le parti, per la capacità di creare un effetto d’assieme gradevole, dissetante, inesauribile, pulito;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero “MORATTI PAS DOSÉ” Sans Année di CASTELLO di CIGOGNOLA, per la capacità di stupire nella sua evoluzione da un profilo olfattivo evoluto, elegantemente ossidato, a un finale denso, intrigante, inaspettato;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero extra Brut “CLASSESE” Sans Année di LA GENISIA, per la raffinata tonalità del colore e la gradevolezza morbida, vellutata, rassicurante, infinita;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Pas Dosé “2005” Millesimato 2022 di FINIGETO, per la capacità di coniugare eleganza, raffinatezza ed essenzialità a un’emozionante e coinvolgente potenza espressiva;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut Nature “NATURE” Millesimato 2022 di PICCHI, per lo stimolante e godibile equilibrio tra forma e sostanza, per essere in grado di appagare i sensi e far vibrare corde molto in profondità;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut “ISABEL” Millesimato 2022 di LE FIOLE, per l’indole gioiosa e per la godibile, stuzzicante, soddisfacente, gustosa succosità;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Pas Dosé “RISERVA del FONDATORE FERDINANDO CAVALLOTTI” Millesimato 2021 di CAVALLOTTI, per il carattere decisamente tagliente, impetuoso, veemente, sostenuto da una vena minerale straordinariamente profonda e da un’eccezionale sapidità;

Le 56 bottiglie di CLASSESE – Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese DOCG proposte in degustazione con etichetta coperta.

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut “GRAN CUVÉE STORICA CLASSESE” Millesimato 2021 di GIORGI, per essere in grado di incarnare l’anima della primavera. Un freschissimo, fragrante, leggiadro tripudio, un’incontenibile esplosione di vita;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut “OLTRENERO” Millesimato 2021 di OLTRENERO, per l’aromaticità inebriante, la speziatura intrigante, la morbidezza suadente, l’estrema, godibile polposità;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut “BLANC de NOIR CLASSESE” Millesimato 2020 di CANTINE CAVALLOTTI, per essere un concentrato di sensazioni che portano immediatamente alla macchia mediterranea e al mare, che inducono ineluttabilmente al sorso, e poi a quello successivo, e poi a quello successivo ancora, lasciandosi trasportare da una piacevolezza e un appagamento senza fine;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero Brut “CLASSESE” Millesimato 2019 di QUAQUARINI, per l’essere animato da una straordinaria freschezza, da una stimolante vitalità, da una progressione instancabile, inarrestabile e continua verso la parte migliore di sé, da una raffinata godibilità;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero ROSÉ Brut “MORATTI ROSÉ” Millesimato 2021 di CASTELLO di CIGOGNOLA, per la tonalità del colore, un luminosissimo oro antico, per il sorso caldo e stimolante e la capacità di veicolare una distinguibile componente geologica in maniera elegantemente equilibrata e pulita;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero ROSÉ Extra Brut “ROCCAPIETRA CRUASÉ” Millesimato 2020 di SCUROPASSO, per il carattere diretto, affilato, tagliente, per la decisa sapidità, per il coraggioso farsi tramite di un’interpretazione godibile e incisiva del concetto di “vino geologico” e di territorialità;

l’Oltrepò Pavese Metodo Classico DocG Pinot Nero ROSÉ Brut “CRUASÉ JULILLAE” Millesimato 2020 di LA TRAVAGLINA, per l’indole da vino rosso, pieno e corposo, sostanzioso, materico, muscolare, dall’inequivocabile vocazione gastronomica.

Dopo una degustazione tanto immersiva la curiosità di vedere quale sarà l’evoluzione futura del CLASSESE è tanta. Sin da ora, però, si può dire che per il CONSORZIO CLASSESE OLTREPÒ PAVESE “il dado è tratto”.

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