Domenico Clerico, saggezza e passato sono basi fondamentali per le sfide del futuro

Domenico Clerico è un nome che rimanda ad un’idea d’innovazione in vigna come in cantina, un nome che ha scritto la storia grazie a rotture stilistiche e scelte visionarie oggi molto più comprensibili che allora.

L’obiettivo principale di Domenico era quello di trarre il massimo della potenzialità dalla terra, e di permettere alla vigna di esprimere il suo carattere senza restrizioni.

La storia comincia nel 1978 a Monforte D’Alba nel cuore delle Langhe dove Domenico eredita dal padre circa 5 ettari di terra divisi tra vigneto ed una piccola azienda agricola che fino ad allora accoglieva alberi da frutto. Domenico capisce sin da subito le potenzialità di ciò che ha ereditato e comincia a produrre vino in proprio, dando vita ad una delle più virtuose realtà delle Langhe.

Nel 1977 inizia ad acquistare appezzamenti tutti diversi tra loro ed ognuno con caratteristiche peculiari: Bussia, Ginestra, Mosconi, fino ad arrivare nel 2006 anno in cui nasce un nuovo Barolo a Serralunga D’alba.

Con fermezza e dedizione oggi la cantina ha 21 ettari vitati ed una produzione di 110.000 bottiglie annue. Passione e duro lavoro accompagnano la cantina di Domenico Clerico permettendo di dominare nel panorama enologico nazionale e mondiale.

Con grande piacere ed un pizzico di emozione ho avuto l’opportunità di conoscere la proprietà attuale attraverso una degustazione virtuale condotta con Giorgia ed Oscar energie dinamiche e positive in Langa.

Per l’occasione abbiamo degustato Domenico Clerico Barolo 2017, Barolo Pajana 2017, Barolo Ciabot Mentin 2017, Barolo Aeroplanservaj 2017 e Barolo Percristina 2011, il mito dedicato alla figlia di Domenico in uscita sul mercato dopo 10 anni come di consuetudine.

Domenico Clerico: il tasting virtuale delle nuove annate presso l’ufficio in Toscana.

La degustazione davvero molto interessante si è da subito mostrata un’occasione per me per approfondire il territorio e ancor più la storia di un nome divenuto ormai leggenda in Italia e all’estero.

Il Barolo annata, prima etichetta in degustazione, è un assemblaggio di uve dei migliori vigneti del comune di Monforte d’Alba e rappresenta un’etichetta classica fondamentale per i Barolisti per descrivere in modo impattante e veritiero l’unicità di un’areale.

Pajana e Ciabot Mentin sono due espressioni che nascono dall’MGA Ginestra. Differenti sulle carte e ancor più nel profilo nei calici, i due vini sono prodotti da una vigna situata a 330 metri sul livello del mare piantata nel 1971 e nel 1991 con orientamento Sud-Est nel primo caso, e da una vigna situata a circa 420 metri sul livello del mare (nel punto più alto) con esposizione Est piantata nel 1978.

Pajana nasce da un terreno misto di natura prevalentemente limosa alla cui composizione ben si fondono una egual parte di sabbia e argilla, donando dopo un’attenta vinificazione un vino morbido, dolce nei tannini e di media muscolosità.

Ciabot Mentin è figlio di un terroir simile ma con una natura del suolo differente. L’anima principale resta costituita dal limo ma una percentuale maggiore di sabbia prende il sopravvento in questa vigna rispetto alla composizione in argilla. L’altitudine elevata da origine a vini sempre più tesi e vibranti che avranno bisogno di maggior tempo in bottiglia per venir fuori nella maggior parte dei millesimi in commercio. È stato il primo vino che ha reso celebre il nome di un giovane Domenico nel mondo.

La percentuale di calcare è elevata in entrambi gli appezzamenti in quanto la formazione geologica dei suoli deriva da quella classica delle Langhe delle Marne di Sant’Agata fossili.

Il suolo da cui nasce Ciabot Mentin è ricco di limo e calcare, tipico dei suoli delle Marne di Sat’Agata dei Fossili.

Aeroplanservaj è l’ultimo nato in azienda, fortemente voluto da Domenico il vino viene prodotto a Serralunga d’Alba, comune differente rispetto a Monforte d’Alba per composizione e caratteristiche.

Aeroplanservaj nasce nell’MGA Baudana da una vigna di altitudine di 340 metri sul livello del mare ed esposizione Sud-Ovest.

Leggermente più giovane l’impianto eseguito nel 1994, rappresenta una scommessa vinta da Domenico che voleva cimentarsi nella vinificazione di uve provenienti da un’areale diverso.

La scelta di rottura ma mai sofferta meritava un’etichetta completamente diversa ad indicare proprio la differenza di un fratello arrivato dopo con origini forestiere. Ecco il perchè di questa etichetta fantasiosa e decisamente riconoscibile sugli scafali delle migliori enoteche, nelle carte dei migliori ristoranti e nelle cantine degli amanti di grandi vini.

Ad ogni passo e scelta sorprende quanto le idee di Domenico fossero avanti nel tempo e siano attuali adesso quasi 20 anni dopo la loro nascita.

Ultimo vino in degustazione è il Percristina, un mito, una leggenda che viene prodotto solo nelle migliori annate. Percentuale di limo davvero alta che supera il 60% e un impianto degli anni Sessanta contraddistinguono questo appezzamento nell’MGA Mosconi ancora ovviamente nella bellissima cornice di Monforte d’Alba.

La vigna di circa un ettaro con esposizione Sud produce uve sane e perfettamente mature che in cantina affinano per 10 anni prima di essere rilasciate in commercio.

Percristina, un vino emozionante prodotto da MGA Mosconi che bisogna aspettare 10 anni prima di assaggiarlo.

Cinque anni di affinamento in barrique e 5 anni di affinamento in bottiglia nelle migliori condizioni climatiche e di umidità della cantina sono fondamentali per esaltare al massimo la complessità dei sentori che evolvono lentamente poi nel calice.

Una doppietta di visioni ed anticipazioni conferma quanto detto su Domenico: l’appezzamento Mosconi è divenuto negli ultimi anni una delle MGA più apprezzate e ricercate per vini potenti e muscolosi.

Allo stesso tempo il rilascio sul mercato di un Barolo con 10 anni di affinamento nelle proprie cantine nelle migliori condizioni è oggi giorno una pratica sempre più comune in Langa per immettere sul mercato vini pronti e per presentarli in uno dei momenti più belli in assoluto per il servizio, quando i tannini sono polimerizzati ma il frutto resta ancora vivace e mordente.

Nel 2017 purtroppo il mondo del vino piange la prematura scomparsa di Domenico che lascia un segno indelebile nel mondo dei Barolisti e non solo, creando come spesso accade il mito di un mito avanti nel tempo.

Al giorno d’oggi un team giovane e motivato conduce l’azienda verso nuove avventure ed entusiasmanti sfide che possano raccontare a nuovi Paesi e a nuovi mercati una storia bellissima di rivoluzione ed estrema passione per la materia.

Un piccolo spoiler, in arrivo dal 2017 l’MGA ben scritta sulle diverse etichette per, come sostengono Giorgia e Oscar, fare un passo indietro rispetto a quanto fatto da Domenico ed unirsi nella bellezza di una coralità che in Langa rappresenta sinonimo di forza e coesione territoriale.

Se volete definire Domenico Clerico modernista fatelo pure ma vi prego non vi limitate a descriverlo come un personaggio che ha usato barrique invece che legno grande, piuttosto andate oltre e cercate di comprendere cosa comporta essere rivoluzionari in un campo tradizionalista come il mondo del vino.

C’è di più, molto di più nella rivoluzione che ha regalato al suo territorio.

Di seguito i commenti dei vini degustati:

Vini Rossi

Produttore Denominazione Vino Annata Score Tipo
Domenico Clerico Barolo Percristina 2011 96 Rosso

È profondo e complesso in un profilo dark che alterna la pienezza imponente di prugne nere, more, salvia arsa, cioccolato fondente, e succo di arancia rossa. In sottofondo la matrice secondaria terrosa rivela carattere territoriale nella bellezza di funghi tritati, terra bagnata, pino selvatico e sandalo. Balsamico e fresco in una difficile annata a Barolo fonde i primi sentori terziari di caffè tostato e bacche di ginepro. Corpo medio-pieno, tannini cremosi egregiamente fusi nella matrice ed un finale delicato e performante che regala emozione ad ogni sorso. Intrigante e complesso regala piacevolezza e morbidezza nel sorso che chiude scorrevole ed unidirezionale. Cinque anni di affinamento in barrique e 5 anni di affinamento in bottiglia prima di essere rilasciato sul mercato. Bevi ora o invecchia.

Domenico Clerico Barolo Ciabot Mentin 2017 94 Rosso

Alterna il frutto maturo a sentori di arancia sanguinella, buccia di mandarino, mandarino verde, chinotto, datteri, caramello salato e china. In sottofondo l’integrità del frutto dona fragranza e piacevolezza ad ogni sorso. Corpo medio-pieno, tannini di grana fine ed un finale succoso e leggermente austero che si esalta nella brillantezza dell’acidità laterale. Meglio dal 2023.

Domenico Clerico Barolo Aeroplanservaj 2017 94 Rosso

È brioso e centrato nel profilo principale che regala pienezza di frutti rossi di lamponi, ribes, melagrana, succo di pompelmo e cedro in pezzi. In sottofondo i petali di rosa donano eleganza e nobiltà. Corpo pieno, tannini molto levigati e fusi nella matrice ed un finale fruttato piacevole ed integro che ritorna intrigante. Meglio dal 2023.

Domenico Clerico Barolo Pajana 2017 93 Rosso

Classico e preciso nell’alternanza floreale rivela sentori di fiori di ibisco, ginestra, mallo di noce e radici di ginseng. In sottofondo l’energia dark ricorda la bellezza del chinotto e della salvia arsa. Corpo medio-pieno, tannini di grana fine e di natura vellutata ed un finale disteso e di natura intrigante. Il finale è succoso centrato e brillante e delizioso nella chiusura amabile. Meglio dal 2022.

Domenico Clerico Barolo 2017 92 Rosso

È radioso nel calice con note accattivanti che ricordano i fiori rossi pressati, la radice di ginseng, la liquirizia bagnata e le bacche di ginepro, sottili ma ben presenti. In sottofondo note rosse di lamponi e ciliegie disidratate regalano bellezza e carattere. Corpo medio, tannini maturi ben distesi nella matrice ed un finale morbido ed accogliente. Meglio dal 2022.

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