Oca Satolla, l’Osteria che ha il profumo di casa

Riuscire a trasmettere in un piatto semplice ma complesso e gustoso al tempo stesso, passione, amore, professionalità ed esperienza è un privilegio che pochi riescono a coniugare con il proprio lavoro.

Ritrovarsi catapultati a pochi km dalla città più vicina Arezzo, nella natura tra vigne, olivi ed alberi di gelsi, inebriati dal profumo del grosso glicine bianco appaga immediatamente toccando i 5 sensi della sfera emotiva di ogni essere umano.

Un sogno che sembra impossibile eppure esiste ed ha il nome di Oca Satolla.

Siamo a Laterina in provincia di Arezzo, nel cuore della Doc Valdarno di Sopra che fortemente in voga negli ultimi anni ha sfornato grandi vini prodotti da Petrolo, Il Borro, Podere il Carnasciale e la Salceta.

Qui si respira aria di serenità, ogni cosa è al suo posto.

Dietro tutto ciò ci sono persone che vivono di queste belle sensazioni e riescono a trasmetterle a chi è di passaggio per un pranzo o per una cena.

Marta e sua figlia Ludovica accolgono i clienti con gentilezza e dedizione ora, in questo difficile momento per tutti, come da sempre col sorriso di chi ama il proprio lavoro.

Non meno importante lo Chef Cesare Giorgi che dall’alto della sua esperienza ed una quantità importante di cambiamenti nella sua vita dirige la cucina in modo impeccabile esaltando ogni prodotto per raggiungere cime da David di Donatello.

Chef Cesare Giorgi, lo chef dell’Osteria Oca Satolla.

Il menù cambia 4 volte l’anno un po’ come le stagioni per seguire la stagionalità dei prodotti raccolti a km 0 direttamente nel loro orto.  

Sono sempre più i locali che hanno questa prerogativa certo, sono inesistenti però quelli in cui un’ instancabile Alvara, mamma di Marta e nonna di Ludovica gira per monitorare e controllare che tutto vada per il verso giusto e che i commensali siano appagati dall’esperienza offerta loro.

Tra i piatti tipici della cucina toscana sapientemente rivisitati ci sono la panzanella con il pane tostatoi casarecci di farro con salsiccia croccante, fondato di pecorino, petali di tartufo e briciole di pane, il peposo di manzo ed il peposo di polpo, taglieri tipici della tradizione, sformatini di verdure e tanto altro. 

L’antipasto misto terra e mare.

Alcune new entry dal profumo estivo prendono forma nel Risotto agli agrumi e gli Gnocchetti con alici fresche, pomodorini confit e capperi di Pantelleria.

Il Tagliere con i salumi scelti, perfetto per ogni occasione.

Una delizia la carne preparata in tutti i modi possibili per tutte le esigenze ed i tipi di cottura richiesti.

Dal nome si può immaginare che l’Oca Satolla trova la massima ispirazione per dare giustizia alla “Nana” come la chiamano in territorio Aretino-Valdarnese ovvero l’ Anatra.

L’anatra rivisitata in chiave moderna cosparsa con i mirtilli, invenzione di Chef Cesare.

È questa forse la specialità che porta nell’Olimpo questo ristorante che ci ha colpiti dalla prima volta che lo abbiamo scelto.

Mille le possibili combinazioni per la pizza preparata con una lunga lievitazione con farine differenti che fondono i grani antichi di Verna, Rossetto e Sieve con Kamut, Tritordeum e Farro per la massima digeribilità ed un gusto di difficile imitazione. 

Il menù del lievitato più famoso del mondo è essenziale e cerca di sfruttare i prodotti di stagione per esaltare la fragranza e la bontà genuina dell’orto ma mai abbiamo avuto problemi nel richiedere variazioni o inventare abbinamenti per il vino scelto durante l’occasione. 

La pizza a lenta lievitazione è costituita nell’impasto da grani antichi come il Sieve, il grano Verna ed il Kamut.

Le opere d’arte create dallo Chef Cesare sono un must to taste nella sapiente creazione rustica di cibo semplice e povero perfettamente cucinato nell’animo dell’Osteria. Un filo d’olio in più e l’amore ai fornelli sono impossibili da battere ogni giorno in ogni occasione. 

Spazio anche per alcune visioni futuristiche da parte dello Chef Cesare che si esalta e diletta nella creazione di nuovi piatti come l’anatra fritta all’arancia candita profumata con salvia e cannella e i Bocconcini di Manzo Porri e Fragole, una creazione figlia dell’estro del cuoco nel rimettere a posto la spesa ed i differenti ingredienti.

Immancabili e sempre presenti i Brutti ma buoni, i cantucci deliziosi simbolo insieme al logo dell’ Oca di questa Osteria.

I Brutti ma Buoni. I cantucci sono tipici dolci toscani che si inzuppano nel VinSanto.

L’Oca Satolla è perfetta grazie alla combinazione sincrona del fattore S: Sorriso, Soft Light e Sapore Verace di una cucina ricca di amore fatta da persone che vivono il Ristorante come la propria casa e la propria missione di vita. 

L’Oca Satolla è un luogo dove il buon cibo e l’ ambientazione naturale immersa nel panorama verde della dolce Toscana riescono a lasciare un’ emozione di unica fattura e di certo non di effimera bellezza.

Un forte ricordo che non aspetta altro di essere rivissuto.

Sono aperti tutti i giorni dal martedì alla Domenica a Pranzo e a Cena, si gradisce la prenotazione, unico giorno di chiusura il lunedì.

Federica Ferone

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