Barone Ricasoli, la storia non è mai stata così moderna

Siamo a Gaiole nel cuore del Chianti Classico, in particolare modo in Località Brolio nella bellissima provincia di Siena ed è qui che sorge l’azienda più rappresentativa del Chianti Classico: Barone Ricasoli.

L’azienda di proprietà della Famiglia Ricasoli dal 1141 si estende per circa 1200 ettari di cui 240 di vigneto e 26 coltivati ad uliveto.

La vista mozzafiato dal Castello di Brolio.

Ricasoli è un nome di grande spessore legato ad una storia che risale all’Alto Medioevo ma forse più conosciuta per le gesta di un importante politico ed imprenditore del panorama vitivinicolo del 1800, il Barone Bettino Ricasoli.

Famoso e conosciuto non solo in Chianti Classico ed in terra Toscana Bettino Ricasoli fu l’inventore della ricetta moderna del Chianti Classico scritta nel 1872 e che prevedeva la presenza di un blend di 70% di Sangiovese e di una restante parte del 30% suddivisa nella presenza di Canaiolo e Malvasia Bianca.

Oggi il blend è leggermente cambiato ma resta l’identità di fondo coniata ormai quasi 150 anni fa e che porta la firma di un antenato di Francesco Ricasoli, attuale proprietario e presidente di Barone Ricasoli, alla guida dell’azienda di Famiglia dal 1993.

Troneggia al centro dei terreni di proprietà di Barone Ricasoli il Castello di Brolio entrato in possesso della Famiglia nell’Alto Medioevo nel 1141 attraverso uno scambio di terre e possedimenti.

La facciata esterna principale del Castello di Brolio di proprietà della Famiglia Ricasoli dal 1141.

Il Castello nel corso dei secoli ha subito numerosi assalti e distruzioni in epoche diverse dagli attacchi degli aragonesi, alle dispute seicentesche fino ad arrivare ai più recenti bombardamenti d’artiglieria nella Seconda Guerra Mondiale.

Più volte ricostruito ad oggi porta i segni di diverse epoche nei tratti Medievali, di stile Romanico, Neogotico e dell’Ottocento Toscano.

Rappresenta ad oggi un’ attrazione turistica di tutto rispetto con un passaggio stimato di circa 50000 presenze l’anno di turisti provenienti da tutto il mondo.

A Barone Ricasoli il focus principale è sul vino di alta qualità ed in particolare modo sul vitigno più famoso della Toscana e d’Italia: il Sangiovese .

Da sempre allevato nelle migliori condizioni in un pedoclima di tutto rispetto incontaminato e graziato dall’escursioni termiche e dall’esposizioni e dolci pendenze delle colline toscane, il Sangiovese prodotto a Brolio ha una naturale brillantezza e vivacità che lo contraddistinguono sin da subito.

Molti i lavori di ricerca condotti negli ultimi anni voluti da Francesco Ricasoli e portati avanti con l’ausilio di specialisti del settore nella visione di operare sempre più in una viticoltura di precisione moderna e sostenibile.

Uno dei più importanti che ha richiesto molto tempo è stato di sicuro il lavoro di zonazione dei terreni vitivinicoli dell’azienda iniziato più di 15 anni fa e terminato da pochi anni.

Da esso emergono chiaramente la presenza di 19 profili territoriali che sono stati poi a loro volta classificati in 5 macroterritori caratterizzati da differenti composizioni chimiche dei suoli.

Esemplare la spiegazione della donazione da parte di Francesco Ricasoli che in modo semplice ha riassunto durante la visita i 5 macroterritori identificati a Barone Ricasoli.

La tendenza dell’azienda alla ricerca dei Cru ha portato da pochi anni all’identificazione di 5 principali formazioni geologiche distinte in:

Monte Morello – Suolo argilloso calcareo – conosciuto come Alberese – molto pietroso, ricco in carbonato di calcio e argilla, e povero in sostanza organica; altitudine da 350 a 390 m s.l.m., esposizione sud-est e sud-ovest. Vitigni: Sangiovese (per la grande maggioranza), Cabernet Sauvignon e Merlot; densità d’impianto 6600 ceppi a ettaro. Vini di struttura, volume e persistenza, dal tannino morbido. Zona di eccellenza del Sangiovese, qui si trova il vigneto Colledilà.

Depositi Marini – Suolo di origine pliocenica, con presenza di depositi sabbiosi e pietre levigate dal mare con argilla in profondità. Buono il contenuto di sostanza organica. Altitudine da 300 a 350 m s.l.m., esposizioni varie, densità d’impianto tra 5.500 e 6.600 ceppi a ettaro. Vitigni: prevalentemente Sangiovese. Da questo suolo si ottengono vini freschi, con note speziate, elegante acidità e spiccata mineralità. Qui si trova il vigneto Roncicone.

Terrazzo Fluviale Antico – Suolo di origine fluviale di formazione antica: Pliocene-Pleistocene. Depositi limosi, poco scheletrici, con presenza di argilla. Altitudine da 260 a 300 m s.l.m., esposizione sud-ovest. Vitigni: Sangiovese e Cabernet Sauvignon; densità d’impianto 6600 ceppi a ettaro. Vini dal tessuto olfattivo complesso, di buona struttura, ottimo contenuto tannico, volume e persistenza. Qui si trova parte del vigneto CeniPrimo.

Macigno del Chianti – Suolo con presenza di sabbie e pietre – conosciuto come Arenarie – ben drenato e fornito di poca sostanza organica. Altitudine da 400 a 500 m s.l.m., esposizioni varie. Vitigni: Sangiovese, Merlot, Chardonnay, densità d’impianto tra 5.500 e 6.600 ceppi a ettaro. Vini complessi, dalla struttura importante. Zona di eccellenza, qui si trova in parte il vigneto Casalferro.

Scaglia Toscana – Suolo molto sottile, conosciuto come Argillite di Brolio o Galestro: formazioni geologiche caratterizzate dalla Scaglia Toscana e dalla formazione del Macigno. Altitudine da 400 a 500 m s.l.m., esposizione ovest, nord-ovest, sud, densità d’impianto tra 5.500 e 6.600 ceppi a ettaro. Vitigno: Sangiovese. Vino di alta concentrazione tannica, struttura complessa e intensa mineralità.

Camminando tra i vigneti di Brolio è evidente la grande varietà che li anima e li caratterizza; le vinificazioni, fatte per singole parcelle, hanno rivelato la presenza di zone con qualità e vocazioni particolari che danno origine a vini di struttura e gusti unici.

Importante inoltre il concetto di sostenibilità nella visione dell’azienda Barone Ricasoli che sente l’obbligo morale di rispettare pienamente il territorio e di produrre vini figli del territorio di qualità.

I tre pilastri più importanti per la sostenibilità sono tutti rispettati dall’azienda più rappresentativa del Chianti Classico che considera il territorio un grande patrimonio : sociale, ambientale ed economica certificate dalla garanzia Equalitas.

L’azienda si racconta a tutto sesto ed è visitabile per poter permettere una completa fusione nel territorio del Chianti Classico a tutti gli amanti del settore.

L’Osteria di Brolio e le nuove camera d’accoglienza Agriroom completano il quadro perfetto e donano quel “quid” in più per poter beneficiare di un’esperienza a 365 gradi in una delle aziende più belle della Toscana e d’Italia.

Molto interessante la degustazione di vecchie annate condotta per l’occasione di Castello di Brolio nelle annate 2006, 2010 e 2016.

Di seguito i commenti dei vini degustati:


Splendida verticale di Castello di Brolio nelle annate 2006, 2010 e 2016. Il filo conduttore ben presente è descritto a pieno nella vivacità del frutto e nella freschezza laterale di vini di media lunga persistenza.

Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio 2006.

Che classe l’equilibrio sensoriale che ben coniuga la qualità dei fiori rossi secchi, le mandorle tritate, le amarene sotto spirito, il caffè tostato, un sottile cuoio e la liquirizia dolce. Piccoli tocchi maturi al naso con foglia di pomodoro e sedano spezzato. Corpo medio, tannini maturi ed un finale tagliente ancora vivace e piacevole nella chiusura. Bevi ora. 93

Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio 2010. 

Classico e bohemien nel carattere ricercato che rivela l’essenza del Sangiovese purosangue made in Brolio. È maturo ma nasconde tratti intriganti nel leggero tocco riduttivo che andrà vi con l’areazione. More, prugne rosse, lamponi, ribes e melograno si fondono nella gentilezza dell’eleganza. Tanto chinotto e foglie di tè verde in sottofondo dominano la scena secondaria. Sandalo e canfora evolvono nella terziaria. Corpo medio- pieno, tannini delicati di grana fine ed un finale pieno nell’equilibrio delicato. Bevi ora o invecchia. 95

Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio Gran Selezione 2016.

Che energia nel calice con note di ciliegie, lamponi, ribes, melograno e agrumi. La scena secondaria è di qualità eccelsa nella bellezza di pompelmo rosa, buccia di mandarino e succo di arancia. L’altalena dei sentori prende forma nella spirale vorticosa che genera un profilo tridimensionale di tutto rispetto. Tannini dolci amabili sin da subito ed un finale luminoso e radioso nella chiusura. Che bello. Meglio dal 2022. 97

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