Calistro : Tortelli Casentinesi, Amore e spontaneità sul lungarno a Firenze

Metti un sabato sera, tempo uggioso, la fiacca della settimana appena conclusa, ma la voglia di uscire e farti guidare dal caso. Un miraggio: Calistro!

Un piccolo locale lungo il romantico fiume Arno.

Veniamo accolti da un’aria calda ed avvolgente di due giovani ragazzi che arrivano dal Casentino portando tutto l’amore per la loro terra in quel di Firenze. Andrea da Soci e Bianca da Bibbiena.

Con l’Abeto Spritz parte la serata : un cocktail rivisitato che aggiunge alla bollicina e alla soda il liquore prodotto dai monaci dell’eremo di Camaldoli in Casentino.

Il menù essenziale è davvero tipico con pochi ma ottimi prodotti locali. Ci sono molti piatti vegetariani e vegani di stagione che permettono agli amanti del cibo healthy di spaziare in diverse direzioni.

Tra i Tortelli, un must assoluto di cui ignoravamo l’esistenza, si può optare per il Carbotortello, la Cuccagna, il Porco Tonnato o il 1979, proprio su quest’ultimo è ricaduta la nostra scelta.

Il tortello è una pasta ripiena di patate cremose, pomodoro e spezie varie, cotta su piastra e guarnita nel modo più colorato possibile. (Il 1979 per esempio era farcito con zucca, burro d’arachidi, noccioline tostate e rosmarino).

Il locale molto curato all’interno ospita fino a 14 coperti.

I tortelli si mangiano con le mani, come raccomanda Bianca, che con entusiasmo e professionalità accoglie i clienti e li fa sentire subito come a casa.

Ai fornelli, c’è Andrea, il proprietario che con le sue manine d’oro e l’ottima inventiva crea abbinamenti che spaccano! Aperti dal 2017 sono sopravvissuti al disastro della pandemia grazie alla loro costanza e ad i loro sacrifici che però stanno ripagando il duro lavoro.

Spazio anche all’assaggio di un Bun ripieno di salsiccia del Casentino, il Cisporco, una polenta di castagne, rigatino croccante e rosmarino, la Pulenda e il Fritto della Caty (la mamma di Andrea) una ricetta tipica casentinese di pane sciapo e salvia accompagnata da una salsa agrodolce. Finalmente abbiamo apprezzato il pane sciapo!

Calistro, per i casentinesi, altro non è che la pietra serena quella utilizzata per cuocere i tortelli nel passato.

Ci sarebbe stato nome più azzeccato? Un’esperienza unica e sincera che sicuramente vi lascerà la voglia di ritornarci con la curiosità di assaggiare tutto il menu!

Federica Ferone

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