Poggio al Vento in Verticale. Storia del Single Vineyard di Col d’Orcia dal 2010 al 1990

“La Famiglia Cinzano ha scritto la storia delle pagine del vino in Italia e intende continuare a scriverle”. Sono queste la parole con cui il Conte Francesco Marone Cinzano apre la splendida verticale di Poggio al Vento dal 2010 al 1990.

Il Valore intrinseco della qualità scevro da ogni moda e gusto sostiene il Conte è solo uno dei valori che da sempre caratterizza il lavoro della famiglia di origine torinese, grande ambasciatrice del territorio ilcinese.

Qualità, rispetto per il territorio, sostenibilità e tutela dell’ambiente anche attraverso certificazione biologica sono punti fondamentali per la produzione di eccellenza da esportare nel mondo. Tra questi Nastagio e Poggio al Vento Riserva sono sicuramente delle bandiere importanti nella comunicazione dell’azienda nel mondo.

Poggio al Vento è un Single Vineyard impiantato nel 1974 su un suolo misto di natura oceanica dal profilo argilloso per circa il 45%, sabbioso per il 30% e limoso per il restante 25%.

Non era così semplice comprendere il potenziale di questo territorio in quegli anni eppure i visionari e le persone ricche di fiuto e personalità hanno una lettura anticipata dell’avvenire.

Vigna Poggio al Vento è il primo vigneto moderno prosegue Francesco Cinzano, non promiscuo con un terreno scelto per le attitudini vitivinicole, impiantato sin da subito con l’idea di fare qualità. Si trova nella parte centrale della proprietà e con un’estensione di circa 5,5 ettari si producono, solo nelle migliori annate, circa 15000 bottiglie.

La Vigna ha un passato glorioso ; per anni è stato un importante laboratorio per lavori sulla selezione clonale del Sangiovese a Montalcino negli anni ’90, da qui infatti sono stati selezionati i cloni SG-CDO-4 ed SG-CDO-8 oggi disponibili per tutti i produttori di Brunello.

La degustazione del 25 Maggio ripercorre in grandi linee l’enologia degli ultimi 30 anni della storia Italiana e regala un’esperienza importante nella comprensione di un’areale e di un territorio importante come Montalcino.

La linea guida che caratterizza l’assaggio di tutte e 7 le annate in degustazione è senz’altro la freschezza ed i valori di pH davvero bassi spesso nell’ordine di 3,30 e 3,38, dati analitici che tutti desiderebbero avere.

La degustazione dal 2010 al 1990 ha evidenziato una notevole struttura nei vini di alcune annate calde e messo in luce un perfetto matrimonio delle componenti acide e tanniche dell’annate meno strutturate dal punto di vista alcolico.

Di seguito i dettagli delle diverse annate degustate con l’andamento climatico stagionale suggerito dalla proprietà :

2010.

Le condizione climatiche del 2010 sono quelle da ottima annata, buona piovosità primaverile che possa permettere la corretta maturazione delle uve. Estate calda ed asciutta con temperature non eccessive. Il mese di Settembre con clima adeguato, buone le temperature diurne e notti fresche. Ottima l’evoluzione della maturazione dei polifenoli.

2007

Inverno mite e poco piovoso. Temperatura stagionale estiva preceduta da caldi mesi primaverili. Importanti le piogge di metà Agosto che hanno condotto ad una regolare epoca vendemmiale.

2006

Inverno piovoso non troppo freddo, un lieve ritardo nel germogliamento è stato recuperato quasi interamente a Giugno. Maturazione molto equilibrata.

2004

Condizioni climatiche ottimali. Buona piovosità primaverile, temperature non eccessive nei mesi di luglio ed agosto con qualche acquazzone. Epoca di raccolta normale dopo alcune vendemmie con raccolta anticipata.

1999 

Molto buona l’annata nessun particolare evento climatico da ricordare. Sufficiente piovosità in primavera, autunno bello con andamento ottimale per la raccolta. Vini concentrati di buona longevità.

1995 

Condizioni climatiche buone al germogliamento, piovosità adeguata in primavera. Agosto piovoso e con temperature non elevate. Un bellissimo settembre ha portato a perfetta maturazione il Sangiovese.

1990

Ottimale il periodo di vegetazione della vite, buone piogge primaverili. Estate con temperature alte non eccessive con qualche pioggia. Periodo vendemmiale regolare.

Di seguito i commenti di tutti i vini degustati:

Vini Rossi

Produttore Denominazione Vino Annata Score Tipo
Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2007 96 Rosso

Accattivante ed affascinante offre note miste floreali e fruttate che raccontano di fiori rossi pressati, lamponi, ribes, buccia di mandarino, bergamotto, canfora e sandalo. L’energia del sottofondo rivela sfumature di cedro e timo selvatico. Corpo pieno, tannini perfettamente maturi ed integrati ed un finale di media-lunga persistenza. Bevi ora o invecchia.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2006 96 Rosso

Classico nel profilo principale mostra un profilo dark ricco di prugne nere, more, incenso, cacao, caffè tostato e spezie indiane che ricordano il cumino ed il coriandolo. Corpo pieno, tannini rotondi di notevole fattura ed un finale succoso e ben bilanciato nel sorso. Amabile e grazioso, mostra carattere e piacevole distensione. Bevi ora.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 1995 96 Rosso

Maturo e decisamente classico nello stile regala nuance di fiori rossi pressati, prugne nere, foglie di pomodoro, chiodi di garofano, cioccolato fondente e cuoio. Corpo medio, tannini leggermente erbacei al palato ed un finale di piacevole chiosa. Strutturato e decisamente elegante. Bevi ora.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2010 95 Rosso

Classico e dal profilo sensuale il profilo sensoriale di Poggio al Vento offre nell’annata 2010 una piacevole quantità di note dolci che ricordano le fragole, le prugne rosse, i fiori di ibisco, i fiori di sambuco ed il gelsomino. Corpo pieno, tannini perfettamente maturi di notevole grazia e bellezza al palato ed un finale teso e vibrante. Impressionante la vivacità dell’acidità che dona sostegno al sorso. Bevi ora o invecchia.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 1999 95 Rosso

Ottimo il profilo sensoriale con sfumature di violetta, incenso, chiodi di garofano e buccia di mandarino verde. In sottofondo una sottile percezione di boisé si fonde a note di confettura delicate e poco invasive nel bouquet. Tabacco sbriciolato e foglie di tè nero dominano la scena terziaria. Corpo medio, tannini vibranti che in modo egregio si sposano nella matrice acida ed un finale di lodevole bellezza. Che stile. Bevi ora o invecchia.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 2004 93 Rosso

Estremamente complesso al naso offre note di prugne nere, datteri, fiori di Bach, gerani bagnati, asfalto caldo, bacche di ginepro e tanti fiori rossi pressati. Corpo pieno, tannini ben vellutati al palato ed un finale vibrante di notevole freschezza acida. Bevi ora.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 1990 93 Rosso

Invecchia indubbiamente nel migliore dei modi regalando foglie di tè nero, graspo spezzato, chiodi di garofano, canfora, sandalo e fiori di sambuco. In sottofondo l’anice stellato si fonde a sfumature di cedro in pezzi e buccia di mandarino. Corpo medio, rotondo e decisamente amabile nel sorso offre una chiusura dal nobile sorso. Bevi ora.

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